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Biografia

Keith Keller
Pittore

Giorgio Pasolini

Figura artistica di grande originalità Pasolini ha tenuto una sua prima mostra personale alla galleria l’Incontro di Brescia negli anni Ottanta del Novecento e negli anni a seguire collabora con la galleria La Meridiana di Piacenza, mentre nel 1993 partecipa alle fiere internazionali che si svolgono a Palazzo Affari a Firenze.
L’anno dopo, sempre a Firenze, alla galleria Mentana partecipa alla rassegna “Individuazioni” e le sue opere vengono inserite nel catalogo redatto dal critico Nicola Nuti.
Sempre in questi anni espone in mostre collettive come alla galleria Tarquinia di Viterbo, poi anche a Roma e Milano, e al convento di San Francesco a Mantova, dove partecipa alla rassegna “Materia” e le sue opere vengono inserite nel catalogo curato da Gabriella Ardissone.
Nel 1996 prende parte alla mostra-mercato internazionale “Arte 96” a Padova, mentre l’anno dopo è con una personale nel palazzo comunale di Calcio (Bergamo) con catalogo di Luciano Carini, gallerista e curatore.
Sempre a Calcio, nello stesso anno, partecipa alla rassegna “Una collezione d’arte moderna” curata dal critico d’arte Marco Corradini.
Nel 2005 è allo Studio C di Piacenza Nel 2013, al castello Barbò di Pumenengo (Bergamo).

Oggi Giorgio Pasolini è capace di coniugare l’osmosi tra spazialismo e informale, tra astratto ed espressionismo con le prime sintesi di paesaggio, ma già dopo i suoi primi anni di attività, quando guardava al figurativo, pensava alla tela non come superficie ma volume, per poi intraprendere le ricerche materiche con l’impiego di pigmenti e di diversi materiali tra cui la plastica e sostanze organiche che usa anche in stratificazioni.
Resta un sapiente gioco di cromie in una operazione particolareggiata in continua evoluzione e sperimentazione per giungere a un linguaggio in movimento improntato alla ricerca.
Là dove la materia diventa autonoma nella visione di una comunicazione che si sviluppa in nuove configurazioni.
Così le sue metamorfosi gli decretano il successo in ambienti artistici e non solo, nell’approfondire le trasparenze, e nel tener conto del gesto creativo libero fino ad esaudire l’idea di far vivere lo spazio come per l’esperienza spazialista di Lucio Fontana, ma anche per il vivere in prima persona la sperimentazione di Piero Manzoni, Burri e Castellani.
E consolida la sua arte nel superamento di vincoli e nell’aderire alla pura visibilità attraverso la sola intenzione di adesione alle ragioni spaziali, di cui una prospettiva capace di rivelare un oltre che determina la sua forte personalità artistica ed esistenziale, esercitando pittura, disegno e scultura, nel passaggio critico che diventa anche intellettuale proprio per quelle consistenze temporali introducibili nel fruire della storia di una pittura fatta di materia, di varchi dal tratto nell’indirizzo complessivo nella memoria prima che nei sensi.

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