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	<title>Giorgio Pasolini &#8211; Pittore</title>
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	<description> La nuova luce di Giorgio Pasolini</description>
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	<title>Giorgio Pasolini &#8211; Pittore</title>
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		<title>-STORIE- Il racconto della materia &#8211; inaugurazione sabato 5 settembre ore 18,00</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Pasolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 17:01:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<title>Dubai In Art</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Pasolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:02:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pasolini Giorgio ​Giorgio Pasolini sviluppa la sua ricerca visiva come un atto di scavo nella materia quotidiana. Le sue opere nascono dall’incontro fra carta da catalogo, vernice e colla, materiali umili che nelle sue mani diventano superfici vive, stratificate, quasi palinsesti emotivi. Pasolini non cerca la perfezione formale: preferisce l’imperfezione che racconta, la fibra che &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.giorgiopasolini.com/dubai-in-art/"> <span class="screen-reader-text">Dubai In Art</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<br />
Pasolini Giorgio<br />
​Giorgio Pasolini sviluppa la sua ricerca visiva come un atto di scavo nella materia quotidiana. Le sue opere nascono dall’incontro fra carta da catalogo, vernice e colla, materiali umili che nelle sue mani diventano superfici vive, stratificate, quasi palinsesti emotivi. Pasolini non cerca la perfezione formale: preferisce l’imperfezione che racconta, la fibra che resiste, il colore che si insinua tra le pieghe come un pensiero ostinato.<br />
Il suo processo è lento, meditativo. Ritaglia, sovrappone, incolla, poi cancella e ricostruisce, come se ogni gesto fosse un tentativo di trattenere ciò che normalmente scivola via. La carta da catalogo, con le sue immagini preesistenti, diventa un terreno di dialogo: Pasolini la trasforma, la contraddice, la reinventa, lasciando emergere nuove narrazioni che non erano previste. La sua poetica si muove tra memoria e metamorfosi. Le opere sembrano conservare tracce di qualcosa che è stato, ma allo stesso tempo aprono spiragli verso ciò che potrebbe essere. La vernice sigilla e protegge, la colla lega e stratifica, mentre la carta respira sotto la superficie, come un organismo che continua a mutare. Giorgio Pasolini costruisce così un linguaggio personale, fatto di frammenti che si ricompongono in un equilibrio sempre provvisorio. Le sue composizioni invitano a guardare più a lungo, a lasciarsi attrarre dalle minuzie, a scoprire che anche il materiale più semplice può diventare un luogo di rivelazione.<br />
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		<title>Spazio Cento4 Bergamo. Le &#8220;storie&#8221; di Giorgio Pasolini in mostra. Presentazione del critico d&#8217;arte Andrea Barretta.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Pasolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 17:21:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Spazio Cento4 a Bergamo dal 5 al 20 settembre 2026 Le “storie” di Giorgio Pasolini in mostra Presentazione del critico d’arte Andrea Barretta. La ricerca artistica di Giorgio Pasolini si sviluppa a partire da una concezione della tela che supera la tradizionale opinione di superficie per approdare a una estensione volumetrica e spaziale, dove l’opera &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.giorgiopasolini.com/spazio-cento4-bergamo-le-storie-di-giorgio-pasolini-in-mostra-presentazione-del-critico-darte-andrea-barretta/"> <span class="screen-reader-text">Spazio Cento4 Bergamo. Le &#8220;storie&#8221; di Giorgio Pasolini in mostra. Presentazione del critico d&#8217;arte Andrea Barretta.</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<br />
Spazio Cento4 a Bergamo dal 5 al 20 settembre 2026<br />
Le “storie” di Giorgio Pasolini in mostra Presentazione del critico d’arte Andrea Barretta.<br />
La ricerca artistica di Giorgio Pasolini si sviluppa a partire da una concezione della tela che supera la tradizionale opinione di superficie per approdare a una estensione volumetrica e spaziale, dove l’opera non si limita a essere supporto dell’apparenza, ma diviene corpo vivo, massa pulsante, campo di tensioni in cui gesto, struttura e assetto convivono in un equilibrio dinamico. Infatti, grazie a una indagine costante sui materiali, l’artista intraprende un percorso fondato sull’impiego di pigmenti puri, plastiche, carte, sostanze organiche e inserti eterogenei che si sedimentano in coperture dense e articolate, a volte pregne di elementi cromatici, in cui l’accumulo non risponde soltanto a una necessità conforme, ma diventano traccia del tempo e testimonianza di una pratica in continua variazione. Tracce che trovano caratteristiche comunicative quando incontrano finalità nell’articolare una creatività che non conosce limiti, e per altri versi, ma in un certo qual modo come consecutio, nel potenziare i dettagli in un grafismo che crea un rapporto al centro della forma che proprio nella narrazione trova il suo collante. Figura artistica di grande originalità Pasolini ha tenuto una sua prima personale alla galleria l’Incontro di Brescia negli anni Ottanta del Novecento e da allora ha tenuto diverse mostre personali e collettive con la partecipazione anche a fiere d’arte e la collaborazione con importanti gallerie. Questo gli vale un percorso straordinario nella sperimentazione e nel rivolgersi a entità fisiche nelle loro possibilità espressive più profonde, generando contorni che sfuggono alla staticità e assumono altro e un oltre in un contesto in cui il colore mantiene un ruolo centrale, orchestrato mediante un sapiente gioco di tonalità che costruiscono vibrazioni visive, contrasti e armonie capaci di amplificare impressioni del movimento. Così ogni opera si configura come un sistema in evoluzione, esito di una operazione minuziosa e al tempo stesso istintiva, dove il controllo tecnico dialoga con l’imprevedibilità, e ne emerge uno stile aperto, fluido, in costante divenire, improntato a una analisi che non si esaurisce in un profilo compiuto, ma seguita a discutere con le opportunità di emancipazione per assumere una propria autonomia espressiva, trasformandosi in mezzo espressivo. Il livello pittorico si apre così a una comunicazione che evolve in configurazioni sempre nuove, dove l’azione creativa non impone una struttura definitiva, ma accompagna criteri di metamorfosi idonei a generare metafore mobili valicate da accenti luminosi. Giorgio Paolini sviluppa trasparenze e rapporti tra pieni e vuoti, in una pratica che lascia emergere l’autodeterminazione come atto primario e necessario, ed è in questo aspetto che le sue opere cominciano a vivere, non più come limite fisico, ma come apertura mentale e sensoriale, richiamando le esperienze che percorrono la storia dell’arte per approdare a una concezione dell’opera come pratica fisica, mentale e filosofica insieme, al di là di ogni funzione descrittiva. In questo processo assembla stratificazioni che diventano elementi di una grammatica visuale nel talento a generare, come per le avanguardie, e il significato stesso di estensione artistica, laddove il superamento creativo coincide con l’ispirazione di quell’oltre possibile. L’artista consolida così una poetica fortemente propria, nella quale pittura, disegno e scultura convivono come gerghi complementari di un unico pensiero, e ogni opera si presenta come un varco, una soglia che rivela prospettive ulteriori, misure interiori che si dispongono oltre l’immediata sensazione sensibile nel mutare dello sguardo di chi osserva. Ne deriva un passaggio critico e insieme intellettuale, in cui si manifesta la forza della sua identità artistica ed esistenziale per costruire un linguaggio libero, fondato sull’idea di un concetto in movimento, avvicinandosi alle riflessioni di Martin Heidegger, secondo cui l’opera d’arte non rappresenta semplicemente il mondo, ma lo dischiude, lo porta alla presenza, e dunque per Pasolini la materia non è più strumento, ma verità che accade. Al tempo stesso emerge una vicinanza della percezione come conoscenza corporea e totalizzante, perché le sue opere non chiedono soltanto di essere guardate, ma attraversate mentalmente, che associa il corpo dello spettatore in un rapporto diretto che coinvolge le tre costanze avvertibili: dimensione, luminosità, colore. Che investe nella sua globalità il soggetto-corpo che noi siamo, che intreccia l’interno e l’esterno in una ambivalenza irrisolvibile che non permette più nessuna frontiera rigida, in un rilievo atemporale della disamina tra studio e reazione di sintesi in rapporto con l’euritmia che contrasta l’immanenza e adotta l’inconscio in qualcosa di viscerale. Si nota inoltre un’eco della riflessione come campo di forze e di rivoluzione, allorquando le sue alterazioni non costruiscono sembianze statiche, ma flussi rivelativi nel manifestare la forza della sua personalità artistica, in un esame che non descrive l’effettivo, ma lo interroga, aprendolo a nuove facoltà prefigurative. Giorgio Pasolini si colloca in un ambito in cui l’eloquio artistico del secondo dopoguerra incontra il conflitto della contemporaneità, aprendo un raffronto che non si limita alla memoria storica del Nouveau Realisme, con l’uso diretto e provocatorio di materiali di scarto della società dei consumi, ma ne ricompone le contraddizioni per ridefinire la ragione stessa dell’idea. Le sue opere, infatti, offrono l’opportunità di un confronto tra la crisi del “quadro” e la necessità, ancora attuale, di restituire all’arte una funzione di presenza, come luogo in cui l’immagine non coincide più con la semplice descrizione, ma assume sostanza di un oggetto abile a concedersi all’oggettività, e in questo passaggio si comprende come la proporzione intuitiva non sia più subordinata alla tela tradizionale. Tuttavia, proprio nel momento in cui il Novecento aveva spinto l’arte verso il dissolvimento del piano e verso la negazione della figura, Pasolini introduce una convergenza incondizionata, nel condividere il contrasto dell’informale, ma al tempo stesso se ne astrae, revocandone gli esiti estremi, e come per priorità graduali, ecco che ci appaiono, via via, i suoi reperti culturali che rinnova per noi e ne fa enigmatiche immagini per il presente in quel preminente interesse alla materia in cui riconosce motivi teorici. Il nostro artista non procede con la sola pittura, bensì con la sua ricapitolazione, e l’eliminazione e la sottrazione diventano strumenti per ricondurre l’arte alla coscienza di sé, in uno sviluppo di sintesi che preserva il valore delle differenze e delle appartenenze senza ridurle a una sovrapposizione indistinta. È qui che emerge il nucleo teorico della mostra a Bergamo, “Storie” di Giorgio Pasolini, come racconto, come matrice del trascorso artistico contemporaneo. Non una stabilità lineare, nel non dipingere la realtà, ma nel presentarla direttamente utilizzando elementi reali, preparata a riannodare il rapporto tra passato e presente mediante la consapevolezza delle difficoltà, e in tale angolazione l’opera pasoliniana si presenta in modi dissimili, unici e riconoscibili. Da un lato l’eredità delle avanguardie, dall’altro il dibattito contemporaneo sulla sopravvivenza della fantasia nella cultura, perché l’indipendenza che ne deriva non è affermazione arbitraria di una maniera, ma attuabilità di ricondurre l&#8217;arte all&#8217;arte stessa, ovvero la potenzialità di sottoporre a verifica il tangibile senza dissolversi completamente in esso. Così il quadro, pur vissuto nella propria crisi, torna a essere punto di riferimento e portatore di un messaggio, non come parte conclusa, ma come ambiente di relazione, manifestazione e tesi interpretativa, cercando un fondamento estetico, nella capacità di produrre uno spazio diverso dall’uso ordinario delle cose, che appartengono all’esistenza ma, nello stesso tempo, la sospende e la riflette tramite i propri metodi. Andrea Barretta<br />
Giorgio Pasolini “Storie”, dal 5 al 20 settembre 2026, Associazione culturale Spazio Cento4, Via Borgo Palazzo 104L, Bergamo. Orari: sabato 17-19,30; domenica 10-12,30 e 17-19,30. In settimana su appuntamento.</div>
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		<title>Galleria Dubai In Art</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Pasolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 11:55:49 +0000</pubDate>
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<div dir="auto"></p>
<h5 style="box-sizing:border-box;margin-bottom:20px;font-weight:500;font-size:24px;margin-right:0px;margin-left:0px;font-family:'prata';color:rgba( 0 , 0 , 0 , 0.87 );background-color:rgb( 255 , 255 , 255 );margin-top:1rem !important">Pasolini Giorgio</h5>
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<p style="box-sizing:border-box;margin-top:0px;margin-bottom:10px;font-size:14px;font-family:'muli';background-color:rgb( 255 , 255 , 255 )">Giorgio Pasolini sviluppa la sua ricerca visiva come un atto di scavo nella materia quotidiana. Le sue opere nascono dall’incontro fra carta da catalogo, vernice e colla, materiali umili che nelle sue mani diventano superfici vive, stratificate, quasi palinsesti emotivi. Pasolini non cerca la perfezione formale: preferisce l’imperfezione che racconta, la fibra che resiste, il colore che si insinua tra le pieghe come un pensiero ostinato.<br style="box-sizing:border-box">Il suo processo è lento, meditativo. Ritaglia, sovrappone, incolla, poi cancella e ricostruisce, come se ogni gesto fosse un tentativo di trattenere ciò che normalmente scivola via. La carta da catalogo, con le sue immagini preesistenti, diventa un terreno di dialogo: Pasolini la trasforma, la contraddice, la reinventa, lasciando emergere nuove narrazioni che non erano previste.<br style="box-sizing:border-box">La sua poetica si muove tra memoria e metamorfosi. Le opere sembrano conservare tracce di qualcosa che è stato, ma allo stesso tempo aprono spiragli verso ciò che potrebbe essere. La vernice sigilla e protegge, la colla lega e stratifica, mentre la carta respira sotto la superficie, come un organismo che continua a mutare.<br style="box-sizing:border-box">Giorgio Pasolini costruisce così un linguaggio personale, fatto di frammenti che si ricompongono in un equilibrio sempre provvisorio. Le sue composizioni invitano a guardare più a lungo, a lasciarsi attrarre dalle minuzie, a scoprire che anche il materiale più semplice può diventare un luogo di rivelazione.</p>
<p></p>
<div>Inviata dal mio telefono</div>
</div>
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		<title>&#8220;COSA HO FATTO&#8221; 23 novembre 2024  23 gennaio 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Pasolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 11:01:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Piazza affollata di Trescore Balneario sabato 23 novembre 2024 dove ho presentato la mostra d&#8217;arte di Giorgio Pasolini &#8220;Cosa ho fatto&#8221; è intervenuta l&#8217;assessore alla cultura Giuditta Botti e Daniela Picciolo di Bergamo News. Un bell&#8217;incontro d&#8217;arte nel superamento dei vincoli e nell&#8217;aderire alla pura visibilità attraverso la sola intenzione di adesione alle ragioni spaziali &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.giorgiopasolini.com/cosa-ho-fatto-23-novembre-2024-23-gennaio-2025/"> <span class="screen-reader-text">&#8220;COSA HO FATTO&#8221; 23 novembre 2024  23 gennaio 2025</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="postie-post">
<a href='https://www.giorgiopasolini.com/cosa-ho-fatto-23-novembre-2024-23-gennaio-2025/hdrpl-36/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giorgiopasolini.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_20251026_201311_edit_971733385081928-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<br />
<meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"></p>
<div dir="auto">Piazza affollata di Trescore Balneario sabato 23 novembre 2024 dove ho presentato la mostra d&#8217;arte di Giorgio Pasolini &#8220;Cosa ho fatto&#8221; è intervenuta l&#8217;assessore alla cultura Giuditta Botti e Daniela Picciolo di Bergamo News. Un bell&#8217;incontro d&#8217;arte nel superamento dei vincoli e nell&#8217;aderire alla pura visibilità attraverso la sola intenzione di adesione alle ragioni spaziali , di cui una prospettiva capace di rivelare un oltre che determina la forte personalità artistica ed esistenziale di Pasolini, esercitando pittura disegno e scultura, Nel passaggio critico che diventa anche intellettuale.&nbsp;</p>
<div>Infatti, Giorgio Pasolini ricompone dopo aver decostruito l&#8217;idea iniziale di natura rivelatrice di una sensibilità materica condivisibile con Antonio&nbsp; Tapiès e Robert Rauschenberg , e sta per certi versi nelle avanguardie internazionali, interpretando l&#8217;informale italiano che poi distaccarsene in un personale infinito, come se astratto e concreto scoprissero una forma mentis tra intrecci che tornano alla relazione di rifiuto del concetto di forma. Vorremmo, allora , idealmente avvicinarci alla sua arte, entrarci, e intravedere oscillazioni per uscire dalla bidimensionalità e collaborare con la luce, come afferma l&#8217;artista. È questo il progetto di Pasolini nel presentarsi con &#8220;cosa ho fatto&#8221; e che lo affianca a protagonisti e interpreti dell&#8217;informale del secondo Novecento in Italia proponendo contributi di grande importanza come lo sono state le opere di Carla Accardi con i suoi segmenti pittorici, Antonio Corpora e Piero Consagra attraverso i suoi valori plastici. E quelle di Emilio Vedova nel rompere gli equilibri informali sconvolgendo lo spazio sulla tela, e non solo se guardiamo &#8220;Plurimi&#8221; e infine il lavoro di un &#8220;poeta&#8221; come Cesare Zavattini che trova il momento centrale della sua pittura nell&#8217;informale come riferimenti soprattutto a Jean Fautrier e a Debuffet .&nbsp;</div>
<div>L&#8217;opportunità, che ci da Giorgio Pasolini è quella di un dialogo nel confronto tra una esperienza artistica del secondo dopoguerra e il dibattito attuale che coinvolge la contemporaneità consapevole della crisi del &#8220;quadro&#8221; nella cultura visiva che cerca di riannodare la continuità come punto di riferimento e come portatore di un messaggio. Come dimensione della nostra percezione, dove l&#8217;immagine prende corpo di oggetto e si concede alla realtà, fatta propria la mutevolezza di una estensione immaginaria. Ecco dunque l&#8217;individuazione di Pasolini che preserva il dato di premesse e appartenenze non sovrapponibili, se non per l&#8217;analisi come matrice di tutta l&#8217;esperienza artistica contemporanea. Per questi motivi il punto di congiunzione di questa mostra lo troviamo seguendo la traccia di un percorso di sintesi che Pasolini condivide ma se ne astrae , giacché se l&#8217;informale mirava al dissolvimento del piano allora nelle sue opere possiamo cogliere la revoca e l&#8217;eliminazione per giungere alla ricapitolazione dell&#8217;arte nell&#8217;arte che determina la libertà. Per &#8220;Cosa ho fatto&#8221; con un suo stile che va tra luce e colore coerente e individuale, peculiare di azione e di pensiero nell&#8217;energia visiva delle sue composizioni che risiedono nella tensione di un territorio da elaborare.&nbsp;</div>
<div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; ANDREA BARRETTA&nbsp;</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p></p>
<div>Inviata dal mio telefono</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>IL MELOGRANO bcc oglio e serio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Pasolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 10:20:25 +0000</pubDate>
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		<title>MOSTRE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Pasolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 10:14:50 +0000</pubDate>
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		<title>RIVOLUZIONE E MATERIA :</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Pasolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 09:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Le nuove forme della sostenibilità&#8221;&#160; La convergenza di ironia, la creatività e l&#8217;irriverenza presente in questa mostra vogliono essere uno spunto di riflessione e un invito a responsabilizzare la propria concezione legata ai materiali d&#8217;uso quotidiano, come carta o plastica.&#160; LYS e Pasolini uniscono i loro linguaggi convertendo i temi della sostenibilità e della sperimentazione &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.giorgiopasolini.com/rivoluzione-e-materia/"> <span class="screen-reader-text">RIVOLUZIONE E MATERIA :</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
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<div dir="auto">&#8220;Le nuove forme della sostenibilità&#8221;&nbsp;</p>
<div></div>
<div>La convergenza di ironia, la creatività e l&#8217;irriverenza presente in questa mostra vogliono essere uno spunto di riflessione e un invito a responsabilizzare la propria concezione legata ai materiali d&#8217;uso quotidiano, come carta o plastica.&nbsp;</div>
<div>LYS e Pasolini uniscono i loro linguaggi convertendo i temi della sostenibilità e della sperimentazione tecnologica in opere capaci di coinvolgere lo spettatore E renderlo capace del processo creativo. Il percorso dell&#8217;esposizione diventa un invito a lasciarsi meravigliare e ispirare da materiali poveri ed uso comune, una presa di posizione forte, Oggi più necessarie che mai, per diventare più responsabili e consapevoli del proprio ruolo di consumatori.&nbsp;</p>
<div></div>
<div>La mostra presenta un percorso espositivo che unisce in un dialogo vibrante le opere dei due artisti Giorgio Pasolini e LYS. Nella prima sala si viene accolti da due opere di grandi dimensioni realizzate da Pasolini attraverso la carta dei quotidiani, a seguire è presente l&#8217;opera &#8220;impronta&#8221; un alto rilievo che svela la figura umana prigioniera della plastica, rivelatrice di un incredibile tensione materica.&nbsp;<br />Proseguendo al centro si trova l&#8217;installazione di LYS &#8220;ego&#8221; un compressore rosa con il logo dorato Gucci , a riprendere il tema del branding, e l&#8217;ironica denuncia al periodo del fast fashion e alle sue molteplici derivazione. Poste ai lati due tele di Pasolini &#8220;Bosco&#8221; comunicanti in un incontro di forme e colori, creano una suggestione visiva molto forte che abbraccia anche l&#8217;installazione centrale.&nbsp;<br />Il percorso si chiude con l&#8217;installazione percorribile che entrambi gli artisti hanno progettato per la mostra, qui si invita lo spettatore a camminare su un panneggio composto da scarti riciclati di tessuti dismessi dall&#8217;ambito della moda, un invito a entrare nell&#8217;opera e parteciparvi come spettatori consapevoli.&nbsp;</div>
<div>Le opere realizzate da Pasolini sono permeate da una forte carica sperimentale, sia le sue tele plastiche che quelle cartacee, riflettono sul tema del cambiamento e della continua evoluzione a cui la materia è sottoposta. Dialogano con l&#8217;ambiente e da questo si fanno plasmare, l&#8217;artista ci ricorda che l&#8217;opera ha una sua vita e un suo tempo, e che non nasce solo da un gesto simbolico o espressivo, permeate da una forte carica sperimentale, sia le sue teleplastiche e quelle cartacee, riflettono sul tema del cambiamento e della continua evoluzione a cui la materia è sottoposta. Dialogano con l&#8217;ambiente e da questo si fanno plasmare, l&#8217;artista ci ricorda che l&#8217;opera ha una sua vita e un suo tempo, e che non nasce solo da un gesto simbolico o espressivo, bensì prende forma attraverso un lungo percorso che nasce da un gesto e continua la sua evoluzione nel tempo, mutando le sue forme attraverso una propria volontà, che sembra essere innata, tanto è preponderante nella sua resa estetica.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;LAURA MACETTI&nbsp;</p>
<div>Inviata dal mio telefono</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>L&#8217;arte di Giorgio Pasolini in mostra a Trescore Balneario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Pasolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 19:28:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato alle 15:00, alla Casa dell&#8217;Artista&#160; di Trescore, verrà inaugurata la mostra personale dal titolo &#8220;Cosa ho fatto&#8221; dell&#8217;eclettico artista bergamasco Giorgio Pasolini. Attivo sin dagli anni &#8217;80, oggi Pasolini propone il frutto di un percorso artistico tra spazialismo e informale tra astratto ed espressionismo. Già agli esordi Pasolini concepiva la tela non come superficie &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.giorgiopasolini.com/larte-di-giorgio-pasolini-in-mostra-a-trescore-balneario/"> <span class="screen-reader-text">L&#8217;arte di Giorgio Pasolini in mostra a Trescore Balneario</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="postie-post">
<a href='https://www.giorgiopasolini.com/larte-di-giorgio-pasolini-in-mostra-a-trescore-balneario/hdrpl-35/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giorgiopasolini.com/wp-content/uploads/2025/10/IMG_20251026_201311_edit_971733385081928-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<br />
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<div dir="auto">Sabato alle 15:00, alla Casa dell&#8217;Artista&nbsp; di Trescore, verrà inaugurata la mostra personale dal titolo &#8220;Cosa ho fatto&#8221; dell&#8217;eclettico artista bergamasco Giorgio Pasolini. Attivo sin dagli anni &#8217;80, oggi Pasolini propone il frutto di un percorso artistico tra spazialismo e informale tra astratto ed espressionismo. Già agli esordi Pasolini concepiva la tela non come superficie ma volume,&nbsp; per poi intraprendere ricerche materiche con l&#8217;Impiego di pigmenti e diversi materiali, tra cui la plastica è sostanze organiche. Il risultato è un gioco di forme e cromie in continua evoluzione per articolare un linguaggio in movimento, improntato alla ricerca.</p>
<div>Le sue metamorfosi si avvicinano all&#8217;esperienza spazialista di Lucio Fontana, e si muovono nel solco della sperimentazione di artisti come Piero Manzoni, Alberto Burri ed Enrico Castellani.</div>
<div>La mostra di sabato ad ingresso libero sarà presentata dal critico d&#8217;arte Andrea Barretta.&nbsp;</div>
</div>
</div>
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		<title>Mostra Pasolini Lupicano</title>
		<link>https://www.giorgiopasolini.com/mostra-pasolini-lupicano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Pasolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 18:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Periodico &#8220;Trescore inForma&#8221;&#160; Da sabato 13 novembre 2021, giorno dell&#8217;inaugurazione fino al 7 gennaio 2022 presso lo spazio espositivo &#8220;Le Stanze&#8221; gli artisti Giorgio Pasolini nostro concittadino e Stefano Lupicano in arte LYS espongono le loro opere in una mostra dal titolo &#8220;Rivoluzione e Materia le nuove Forme della Sostenibilità &#8220;. La mostra presentata dalla &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.giorgiopasolini.com/mostra-pasolini-lupicano/"> <span class="screen-reader-text">Mostra Pasolini Lupicano</span> Leggi altro &#187;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="postie-post">
<a href='https://www.giorgiopasolini.com/mostra-pasolini-lupicano/screenshot_20251026_183446/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giorgiopasolini.com/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot_20251026_183446-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<br />
<meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"></p>
<div dir="auto">Periodico &#8220;Trescore inForma&#8221;&nbsp;</p>
<div></div>
<div>Da sabato 13 novembre 2021, giorno dell&#8217;inaugurazione fino al 7 gennaio 2022 presso lo spazio espositivo &#8220;Le Stanze&#8221; gli artisti Giorgio Pasolini nostro concittadino e Stefano Lupicano in arte LYS espongono le loro opere in una mostra dal titolo &#8220;Rivoluzione e Materia le nuove Forme della Sostenibilità &#8220;.</div>
<div>La mostra presentata dalla curatrice Laura Macetti è stata visitata con interesse anche dagli alunni di alcune classi della scuola secondaria di primo grado.&nbsp;</p>
<p></p>
<div>Inviata dal mio telefono</div>
</div>
</div>
</div>
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