“Le nuove forme della sostenibilità”
La convergenza di ironia, la creatività e l’irriverenza presente in questa mostra vogliono essere uno spunto di riflessione e un invito a responsabilizzare la propria concezione legata ai materiali d’uso quotidiano, come carta o plastica.
LYS e Pasolini uniscono i loro linguaggi convertendo i temi della sostenibilità e della sperimentazione tecnologica in opere capaci di coinvolgere lo spettatore E renderlo capace del processo creativo. Il percorso dell’esposizione diventa un invito a lasciarsi meravigliare e ispirare da materiali poveri ed uso comune, una presa di posizione forte, Oggi più necessarie che mai, per diventare più responsabili e consapevoli del proprio ruolo di consumatori.
La mostra presenta un percorso espositivo che unisce in un dialogo vibrante le opere dei due artisti Giorgio Pasolini e LYS. Nella prima sala si viene accolti da due opere di grandi dimensioni realizzate da Pasolini attraverso la carta dei quotidiani, a seguire è presente l’opera “impronta” un alto rilievo che svela la figura umana prigioniera della plastica, rivelatrice di un incredibile tensione materica.
Proseguendo al centro si trova l’installazione di LYS “ego” un compressore rosa con il logo dorato Gucci , a riprendere il tema del branding, e l’ironica denuncia al periodo del fast fashion e alle sue molteplici derivazione. Poste ai lati due tele di Pasolini “Bosco” comunicanti in un incontro di forme e colori, creano una suggestione visiva molto forte che abbraccia anche l’installazione centrale.
Il percorso si chiude con l’installazione percorribile che entrambi gli artisti hanno progettato per la mostra, qui si invita lo spettatore a camminare su un panneggio composto da scarti riciclati di tessuti dismessi dall’ambito della moda, un invito a entrare nell’opera e parteciparvi come spettatori consapevoli.
Proseguendo al centro si trova l’installazione di LYS “ego” un compressore rosa con il logo dorato Gucci , a riprendere il tema del branding, e l’ironica denuncia al periodo del fast fashion e alle sue molteplici derivazione. Poste ai lati due tele di Pasolini “Bosco” comunicanti in un incontro di forme e colori, creano una suggestione visiva molto forte che abbraccia anche l’installazione centrale.
Il percorso si chiude con l’installazione percorribile che entrambi gli artisti hanno progettato per la mostra, qui si invita lo spettatore a camminare su un panneggio composto da scarti riciclati di tessuti dismessi dall’ambito della moda, un invito a entrare nell’opera e parteciparvi come spettatori consapevoli.
Le opere realizzate da Pasolini sono permeate da una forte carica sperimentale, sia le sue tele plastiche che quelle cartacee, riflettono sul tema del cambiamento e della continua evoluzione a cui la materia è sottoposta. Dialogano con l’ambiente e da questo si fanno plasmare, l’artista ci ricorda che l’opera ha una sua vita e un suo tempo, e che non nasce solo da un gesto simbolico o espressivo, permeate da una forte carica sperimentale, sia le sue teleplastiche e quelle cartacee, riflettono sul tema del cambiamento e della continua evoluzione a cui la materia è sottoposta. Dialogano con l’ambiente e da questo si fanno plasmare, l’artista ci ricorda che l’opera ha una sua vita e un suo tempo, e che non nasce solo da un gesto simbolico o espressivo, bensì prende forma attraverso un lungo percorso che nasce da un gesto e continua la sua evoluzione nel tempo, mutando le sue forme attraverso una propria volontà, che sembra essere innata, tanto è preponderante nella sua resa estetica. LAURA MACETTI
Inviata dal mio telefono

